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Club&cabaret

Il declino del burlesque non derivò dal mutato interesse degli spettatori ma dall’inflessibilità delle autorità americane per le presenze dei nudi femminili, sempre più audaci;  inflessibilità che, soprattutto a NewYork, portò alla chiusura di tutti i locali alla fine degli anni ’30. I proprietari, stanchi di essere perseguiti, in alcuni casi decisero di tornare  al vaudeville, in altri trasformarono i locali in cinematografi,  alcuni, infine,   cominciarono  a guardare con interesse alle forme di intrattenimento e di svago in auge, all’epoca,  in  Europa:  variété, avanspettacolo, cabaret e music-hall, in  Francia e cabaret in Germania.  Proprio in Germania il cabaret  assume significati che vanno al di là del puro intrattenimento , e diventa un evento culturale ed esistenziale:   divertimento sfrenato, erotismo  estremo ,  musica jazz,  satira e, infine,  dissenso politico.  Evidentemente  tutto ciò non poteva essere sopportato dal nazismo che, nel 1935, chiude tutti i locali, punisce i responsabili, deportandoli  in campi di concentramento, al punto che alcuni preferirono il  suicidio. Anche in  America è la stagione dei cabaret e dei nightclub, con caratteri  più vicini ai modelli francesi, ma appassionati ai diversi tipi di jazz, interpretati da grandi musicisti e da famose big band:  una  grande occasione per i neri americani di conquistare rispetto per la propria cultura.

In  quegli anni Jimmy Savo affianca  l’attività  teatrale  a quella in club e cabaret, dove può mettere a frutto le sue doti di cantante e di mimo. È giusto ricordare come  a seguito dell’amputazione di una gamba, avvenuta nel 1946, e il conseguente utilizzo di una protesi,  Jimmy debba abbandonare le sue “passeggiate sul filo” o gli esercizi di equilibrismo e, dopo il 45, lo stesso teatro, e possa dedicarsi completamente ai night club, in alcuni veri e propri templi di questo genere:  il “ Café Society“  o la Persian Room” del  “Plaza Hotel”di New York e lo “Chez  Paree” di Chicago.

Come ci viene raccontato ancora una volta da E. E. Cummings, scrittore, drammaturgo e pittore, grande estimatore di Jimmy: “Una delle sue specialità era l’uso della mimica per illustrare le canzoni che stava cantando, come in “River Stay ‘way from My Door”, dove era in grado di provocare vere e proprie  inondazioni, o in “”(You Get No Bread with) One Meat ball”, un drammatico scambio tra un povero affamato e un cameriere avaro. ”  A sinistra la locandina di una performance di Jimmy presso il “Café Society “di New York. Spesso il suo umorismo risultava ermetico o surreale. ad es. “Lady Godiva era la più grande giocatrice d’azzardo del mondo: ha messo tutto quello che aveva su un cavallo.” Lasciamo al lettore la maliziosa interpretazione che ha poco a che fare con i concorsi ippici.

i seguito possiamo apprezzare la sua voce, per moivi di  copyright,  solo nell’inizio di “One meat ball”, che è stata interpetata con diversi stili da una intera generazione di cantanti.

Qui, di seguito, “River Stay ‘way from My Door”, nella sua interpretazione mimica  tratta dal film “Merry Go Round of 1938″accanto alle interpretazioni di  cantanti country, soul, jazz e swing.  L’efficacia della sua interpretazione ricca di pathos è tanto più evidente se si pensa ad una esperienza vissuta nella sua infanzia, così descritta in “I Bow to the Stones”:

Una notte d’inverno ci fu un grosso acquazzone e la cantina fu inondata. Stavamo tutti dormendo. Aveva piovuto
in continuazione dall’ora di cena. L’acqua salì all’altezza dei letti. Mio padre si svegliò e venne da me.
Le luci si spensero.Mi sollevò dal letto e mi portò fuori, con l’acqua che gli arrivava quasi alle ginocchia. Mia
madre seguiva, tenendo Lucy per mano. Andammo al piano di sopra e bussammo alla porta del cinese…

 

Interessante la seguente nota in fondo al libro autobiografico “I bow to the stones”, probabilmente scritta da sua moglie, la giornalista Lina Farina (nelle immagini, un suo ritratto e ripresa nel castello di Guardea (Tr) nel 1975) sull’importanza che aveva a NewYork il “Café Society“:“Il Café Society fu il più prestigioso night club di NewYork: Fu aperto nel 1938 in Sheridan Square, nel Greenwich Village, da Barney Josephson. Fu il primo night club “interazziale”: al Café Society non si guardava al colore della pelle! A differenza del Cotton Club , dove la maggior parte degli artisti erano afroamericani, da Duke Ellington a LouisArmstrong a Cab Calloway, ma ai neri non era assolutamente permesso di entrarvi come spettatori!Il Café Society ospitò i nomi più prestigiosi del mondo della musica e del jazz in particolare: Lena Horne, Sarah Vaughan, Hazel Scott, Anita O’Day, Big Joe Turner, the Golden Gate Quartet,Mary LouWilliams, Count Basie, DinahWashington, TeddyWilson, Lester Young, JoshWhite, Art Tatum, Jango Reinhardt, Pete Seeger, Charlie Parker, Les Paul, Ella Fitzgerald, Coleman Hawkins, John Coltrane,Miles Davis,Art Blakey, Nat King Cole, Benny Goodman, Billy Strayhorn e tanti altri musicisti e cantanti. E Billie Holiday! Che vi cantò per la prima volta la sua Strange Fruit! E dal mondo del teatro e del cinema calcarono il suo palcoscenico Sid Caesar, Carol Channing, Danny Kaye, Zero Mostel e, naturalmente Jimmy Savo.Tutto andava a gonfie vele finché Leon Josephson, fratello diJ Barney non fu convocato dal Comitato per le Attività Antiamericane e poiché si rifiutò di rispondere, fu accusato di disprezzo per la corte. Si scatenò allora una campagna di stampa da parte dei giornalisti più retrivi che costrinse i fratelli Josephson a chiudere il locale nel 1947”.E così la politica entra a gamba tesa sullo spettacolo ed anche Jimmy ne sarà vittima, mostrando sotto la maschera del clown un “cuore proletario”, come documentato nel capitolo sulla vita.

Se il “Café Society fu il più prestigioso night club di NewYork,Chez Paree era il locale notturno più sofisticato di Chicago. Con sale  affollate, corpo di ballo, numeri di danza elaborati, suono di big band, commedia,  vaudeville e “torche singer”e  cioè delle cantanti che interpretavano il blues con voce malinconica e sensuale, denunciando abbandoni e tradimenti amorosi,  Chez Paree  ha incarnato l’età d’oro dell’intrattenimento per quasi tre decenni, dal 1932 al 1960, anno della  chiusura (e della morte di Jimmy);  sul suo palcoscenico si sono esibiti mostri sacri come  Louis Armstrong, Cab Calloway, Duke Ellington, Ella Fitzgerald, Judy Garland, Frank Sinatra, Sammy Davis Jr., Jerry Lee Lewis per citarne solo  alcuni conosciuti anche da noi.

In una data imprecisata si sono esibiti Belle Baker, definita ”regina della canzone” e Jimmy Savo, “re dei clown” come dalla locandina  al lato, apparsa su alcuni quotidiani. Belle Baker (1893, New York City – 1957, Los Angeles, California)  cantante e attrice americana, era ritenuta  “una delle più grandi stelle del vaudeville nell’età del jazz”.

Si esibì  negli anni ’10 e ’20, con un repertorio che variava dal  ragtime ai blues per “torche singer”  tra cui “Blue Skies” di Irving Berlin e “My Yiddishe Mama”. Si è esibita anche nelle Ziegfeld Follies e ha interpretato  diverse  canzoni di Irving Berlin. Negli anni 30 condusse anche un suo programma radiofonico; Eddie Cantor diceva di lei  “Dinah Shore, Patti Page, Peggy Lee, Judy Garland:  tutto in uno”.  (informazioni tratte da WikipediA)

 

 

A seguire una canzone del repertorio della “torche singer”  su immagini di scena dell’epoca.