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in nome DEllaRosa

“Jimmy, ogni volta che veniva in zona sostava al negozio “Della Rosa” di Via della Repubblica ad acquistare una dozzina di orologi, poi una manciata di sigari poco più avanti dalla tabaccheria “Pedinelli”, quindi riempiva due tasche di caramelle da zio “Menchino” a Croce di Borgo. Dopo due chiacchiere con le più disparate persone del posto che incontrava salendo, tra Piazza Catena e Piazza Marconi, aveva già regalato il tutto. Sensibile ai problemi altrui pagò il costo di una protesi, in sostituzione della “tradizionale” gamba di legno, alla giovane Signora “Ginetta”, avendo anche lui lo stesso problema sempre a causa di un incidente, venendo incontro alla sua necessità…

…accanto ad un ex-bar di questo ex-paese abbandonato di Ameria ho conosciuto Jimmy Savo, all’inizio delle vacanze scolastiche estive, nel 1960, ad appena tre mesi dalla morte.

É qui che ho impresso il nitido ricordo di una persona distinta ed umile, cordiale e sorridente.

Per meravigliare i presenti, in particolare noi bambini, lasciava rotolare la sua “bombetta” dalla testa lungo il braccio e viceversa….”

Franco Della Rosa

E da qui comincia l’interesse e l’impegno di  Franco Della Rosa, l’architetto che si occuperà  della ricostruzione del “Castello del Poggio” di  Guardea,  appassionato di manifestazioni artistiche espressive,  per far conoscere, in ltalia,  la grandezza di questo artista. Leggendo l’autobiografia di Jimmy realizza che l’origine stiglianese  dei genitori,  la permanenza a Stigliano nei primi anni di vita e la frequentazione della comunità stiglianese di New York hanno avuto una profonda influenza sull’artista se lo stesso titolo del suo libro autobiografico rende omaggio al padre e con lui alle sue origini.

Il titolo del libro, “I Bow to the Stones” infatti, deriva dal proverbio preferito da suo padre, un  calzolaio italiano, immigrato stiglianese, che sopportava povertà e pregiudizi in questo paese con dignità: “Sempre inchinati alle pietre in strada” diceva  a suo figlio.

Franco Della Rosa approda così a Stigliano e, oltre alle pietre,   trova la disponibilità della nostra gente e in particolare, l’attenzione di Rocco Derosa attento custode della nostra storia. Grazie alla sua passione, Stigliano vanta un “Museo della Civiltà contadina” ed una mostra su “La Grande Guerra”

Di seguito il video di questo incontro e la  presentazione dell’artista alla gente di Stigliano.

La ricerca di Franco Della Rosa è consultabile all’indirizzo http://www.grupporicercafotografica.it/jimmysavo.htm

Ogni storia ha un inizio ed una fine

L’inizio:  il rione “Chiazza” di Stigliano, in provincia di Matera, dove sono nati ed hanno vissuto  Giuseppe Sava, di professione ciabattino,   e Carmela Baione, di professione filatrice, genitori di  Rocco Vincenzo Sava, in arte Jimmy Savo.

La fine: Jimmy muore sabato 3 settembre del 1960 alle ore 5, all’età di 68 anni, nel Castello del Poggio di Guardea, in provincia di Terni, ove riposa insieme alla moglie Lina Farina che ne era proprietaria

Quando idealmente la  fine e l’inizio di una storia si danno la mano può nascere una nuova storia.

Nell’immagine del 15 Ottobre 2015 un gruppo di lavoro sulle origini anagrafiche della famiglia di  Jimmy Savo (Sava in origine), nella Bibioteca comunale  di Stigliano: Rocco Derosa, Antonio Cammisa e Angela Calbi, ripresi da Franco Della Rosa, inteso a documentare meraviglia ed interesse nell’apprendere dell’esistenza di un illustre compaesano e l’incredulità e lo scetticosmo  di Rocco che non riesce a capacitarsi di come, da attento studioso della storia del paese, possa essergli sfuggito questa incredibile notizia.

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