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Jimmy Savo a Stigliano

 

Il vecchietto piccolino, in piedi all’angolo della Cinquantasettesima Strada e della Sesta Strada aveva alle spalle un fabbro e stava dritto come un re.  Sebbene fosse uno di quei pomeriggi di New York insopportabilmente caldi, appariva fresco e impeccabile nel suo  pesante completo lana da uomo,  con la sua bombetta in testa. Per anni sui palcoscenici del vaudeville portava  una bombetta troppo grande per lui, con pantaloni larghi e un cappotto così lungo da raggiungere  quasi il pavimento. Ciò che rendeva davvero inconfondibile Jimmy Savo erano i suoi occhi neri enormi e infantili.

Quando un passante lo riconosceva   e si fermava, gli occhi sembravano  diventare ancora più grandi e la sua bocca si arricciava  verso l’alto. Savo, allora,  assumeva uno  sguardo compiaciuto, si inchinava , sollevava la  sua bombetta in alto, presentava  un  lecca-lecca, dicendo: “Un Oscar per te, amico mio”. Un lecca-lecca per i bambini. Loro erano incantati dalla  sua  piccola pantomima, anche se non avevano mai sentito parlare di Jimmy Savo. I loro genitori, invece,   che erano a conoscenza del fatto  che  Jimmy aveva subito l’ amputazione di una  gamba per la cancrena,  erano felici di vederlo ancora  fare un po’ del suo vecchio repertorio teatrale.

Proprio queste parole dei  Samuel, marito e moglie,  in C’era una volta il palcoscenico – L’allegro mondo del Vaudeville, mi sono venute in mente ammirando lo straordinario ed originale lavoro di Mario Sansone, all’interno della manifestazione Street Art 2019, promossa dall’associazione  Appartengo di Stigliano, animata da Pietro Micucci,   che impreziosisce questo  angolo del paese.  Addirittura questa testimonianza è l’incipit dell’intero saggio ma è anche un omaggio  a Jimmy, mentre  si esibisce, ricordando le origini,  ancora una volta artista di strada,  ancora una volta  living statue, per  allietare i bambini di passaggio.

E non c’è alcun dubbio che questo sia il destino Jimmy  dal momento che, già poche ore dopo la messa in opera della struttura, sono iniziati i selfie degli stiglianesi, grandi e piccoli, con ll meraviglioso clown che ha qui le sue origini. Stamattina presto anche  un grosso pastore bianco, si è avvicinato, incuriosito,  ha annusato Nelly e … le si è strusciato contro.

Soddisfatto l’artista che in una intervista ha illustrato le tecniche in ferro-cemento, assolutamente originali,  e gli scopi di queste realizzazioni che tendono ad abbellire e valorizzare parti, spesso degradate, del paese con opere di valore artistico che si propongono di ravvivare, ricordare  la storia delle nostre origini e specificità e di attirare un pubblico attento ad opere di valore espressivo.

E così come per le living statue c’è un momento in cui l’interprete abbandona il personaggio e si muove nella vita reale. Anche per Jimmy sarà così. Il 7 e l’8 settembre, nell’ambito della manifestazione Stigliano, capitale per un giorno, nei programmi di Matera 2019, capitale della cultura europea,    proverà a scendere dal piedistallo e a raccontarsi e a raccontarci di un tempo in cui gli stiglianesi partivano per mare e, alcune volte, facevano fortuna all’estero.