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Lettera aperta a Joan Savo Archdekin Jones

Cara Joan Savo Archdekin Jones,
in occasione delle feste natalizie, vogliamo scambiare gli auguri della nostra comunità virtuale di “in arte Jimmy Savo” e quella reale degli stiglianesi che si preparano a festeggiare Jimmy nel corso della manifestazione “Matera, capitale della cultura 2019”, con te e con tutti i tuoi familiari. Spero che il traduttore di Facebook, non tradisca il nostro affetto e la nostra attenzione per tutto quella che riguarda Jimmy e le storie importanti della sua carriera artistica, della sua vita e della sua famiglia.
E proprio perchè il Natale è la festa più importante per gli affetti familiari vorremmo scambiare anche dei regali con voi. Abbiamo trovato alcune belle cose che riguardano i tuoi nonni e che ne illustrano la bravura: da Domenica 4 a Sabato 10 Novembre 1928, in uno spettacolo di vaudeville nello storico BF Keiths Palace Theatre, a New York City, considerato il tempio del vaudeville, il più prestigioso dei 15.000 teatri di vaudeville americani, Jimmy si esibisce in un numero intitolato “Slow Motion”, accanto ad una avvenente attrice, Joan Franza, nome d’arte di Frances Victoria Browder, sua moglie, con cui aveva esordito, pochi anni prima, a Broadway, in “ Vogue of 1924”. Nel 28 Jimmy aveva 36 anni ed era sposato da 10. Con Jimmy e Franza, c’erano ache Billy Rosee e sua moglie, Fanny Brice. Jimmy e Billy si ritroveranno insieme nel prestigioso Café Paree, di proprietà di Billy,  ed inaugurato 25 giorni dopo il famoso martedì 5 dicembre 1933, che sancì la fine del XVIII emendamento e del proibizionismo. Questo il nostro dono di Natale! Il vostro potrebbe essere un ricordo del primo incontro artistico e sentimentale dei vostri nonni: se in uno sketch come quello ripropsto nel 28 oppure se Joan Franza era una delle 16-girls -16, che fanno da cornice al numero di equilibrismo di Jimmy, magari, la più bella, quella che stava in cima alle sedie o al cavallo di cartapesta, tenute in equilibrio sul suo mento:

“Ho un’idea”, disse il direttore, “questa sarà una cannonata finchè non escogitiamo un numero comico per te. Ascolta. Ti organizzo un numero equestre, come al circo. Ci metto sedici belle ragazze in abito da cavallerizze sul palcoscenico dietro di te e tu fai il tuo numero da giocoliere, quello che fai di solito. Ma finiamo in un modo straordinario. Tu tieni in equilibrio una delle ragazze seduta sul tuo cavallo di cartapesta e e altre ragazze si spogliano, sai, velocemente. Poi prima che uno se ne renda conto, tutto avviene all’istante. La ragazza e il cavallo vengono giù, gli altri corrono all’impazzata fra le quinte”.

E, mentre si spengono le luci, nel fragore del cavallo e delle sedie che cadono pesantemente sul palco e lo scalpiccio delle 16-girl-16 che abbandonano, precipitosamente la scena, Jimmy, finalmente con i pantaloni lunghi, come il cavallo in rincorsa nel palio di Siena, ha una visione perfetta per puntare alla più bella, per continuare la corsa, oltre le quinte, verso i camerini, fino a raggiungere l’altare, in quel bellissimo Primo Luglio 1918. E se il loro incontro non è stato un coup de théâtre, come quello che, con irriverene malizia, ho raccontato io, sarà altrettanto bello ascoltarlo dal vostro racconto! Auguri a tutti quelli che amano Jimmy Savo!
Felice Lacetera

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