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Scheda tecnica di “Murray Anderson’s Almanac”

Dopo l’esordio a Broadway, con Vogue of 1924, Jimmy inserisce nella propria  scheda biografica, approntata  per gli archivi statistici annuali dell’associazione Theatre World, la partecipazione all’edizione del 1925 della rivista musicale Artists&Models. Questa  rivista conta ben 8 edizioni dal 1919 al 1928, quasi   tutte allo Shubert Theatre, che ha assistito, l’anno prima,  all’esordio di Jimmy, ed è ben descritta da una testimonianza di Fred Allen, vaudevillan come Jimmy e con lui in Vogue,  che era stato chiamato, in una delle precedenti edizioni,  a sostituire un comico, finito ko per un uso eccessivo di alcool.

Artists and Models è stata la prima rivista americana a copiare la moda delle  Folies Bergere,   di   esibire, cioè,  ragazze del coro (ballerine di fila n.d.r.) con il seno nudo. Per due volte , durante lo spettacolo, ho dovuto andare in scena dopo questi tableau nudi.  Quando le tende del sipario si chiudevano, le donne del pubblico erano in difficoltà  e gli uomini non erano in vena di ascoltarmi.

Dopo aver trascorso due infelici settimane, usato  come un antidoto al  sesso in Arists and Models, il comico che avevo sostituito doveva aver sentito, in sottofondo,  il rulliodi un tamburo dell’Esercito della Salvezza. E, improvvisamente, si era materializzato nell’ufficio di J.J. con Sen Sen in affanno ( i  due fratelli proprietari del teatro che portava il loro nome), accompagnato dal  padre e da un prete. Fu esaminato  il contratto  firmato dal comico, fu  esaminato anche dai legali degli  Shubert,  per individuare eventuali scappatoie.  Ma tutto è sembrato  essere in ordine e così sono stato rimosso dal cast:  il comico voltò così le spalle a “Wine” e tornò a “Women and Song”, in Artists and Models. (Oltre che una frase idiomatica del tipo “bacco, tabacco e venere,..”. Wine, Woman and Song” è stato anche il titolo di un musical con Jimmy protagonista).

Il passaggio dal burlesque al musical spesso vene raccontato come un cambiamento radicale nella tipologia di spettacolo, invece ciò che ci raccontano Allen e Savo, dimostra che non esistono  soluzioni  di continuità nel passaggio da un genere all’altro, dal momento che i teatri, i protagonisti ed  i numeri ballati, cantati o recitati sono spesso   gli stessi.  Ciò che li differenzia è la presenza più o meno generosa, provocatoria e sfrontata del nudo femminile che deve, però,  fare i conti con gli umori dei comuni cittadini e dei governanti che ne raccolgono e interpretano le istanze e, soprattutto,  le rimostranze.  Accanto alle ballerine di fila, con il seno scoperto ed in pose statiche, calcano le scene  anche talentuose soubrette, capaci di recitare, ballare e cantare, mostrandosi, per contrasto,  oltre che brave e capaci, estremamente simpatiche ed ironiche.  Il successivo  impegno di Jimmy a Broadway ci offre l’opportunità di riflettere su questo passaggio perché lavora nel Murray Anderson’s Almanac  nel 1929. Murray Anderson nasce in Inghilterra, lì muove i primi passi nel mondo dello spettacolo, esibendosi come Jimmy nel vaudeville, poi approda in America, comincia come istruttore di danza, coreografo e poi soggettista, direttore, regista e produttore di una lunga serie di show con cadenza annuale,  tra cui le   Greenwich  Village Follies, che vanno in scena per 8 anni dal ‘19 al ‘27, che iniziano nel  National Winter Gardens, lì dove è nato lo streap tease e  continuano  allo Shubert, lì dove Jimmy sembra essere di casa.

La carriera di Anderson continuerà con le  Ziegfield Follies, un’altra serie di spettacoli a partire dal  1943, per 553 repliche, e con  il cinema, in cui conseguirà un notevole  successo  con Il Re del Jazz.

Murray Anderson Almanac si presenta come una rivista tradizionale, che prevede il susseguirsi di una serie di scenette musicali e comiche, numerate come le pagine, appunto,  di un almanacco, del tutto prive di  un filo logico comune, come era ancora di moda all’epoca. E’  facile rendersene conto dando un’occhiata ad alcune immagini del programma  pubblicate sul sito http://www.playbill.com/, che raccoglie tutti i numeri della  rivista teatrale  mensile statunitense, Playbill,  stampata a partire dal 1884.

Sull’ultima pagina del programma sono presentati al pubblico i maggiori protagonisti dello show, tra i quali Trixie Friganza e Jimmy Savo. George Freedley Curatore della Collezione Teatrale della New York Public Library ci ricorda che Jimmy  cercava di abbracciare l’ampio giro di vita di Trixie Friganza, in un indimenticabile numero, I may Be Wrong (but I think you’re wonderful). (Posso sbagliarmi,  ma penso che tu sia meraviglioso).

Trixie era una stella della commedia musicale e del vaudeville, in scena  per oltre mezzo secolo. Era conosciuta anche come  la ragazza di Cincinnati e, più spesso, come la ragazza Champagne. Nasce a Grenola,  Kansas, ma cresce  a  Cincinnati, città in cui risiedeva  il padre di origine irlandese. Il suo nome era Delia O’Callahan, ma lei adotta, come nome d’arte, il nome di sua madre, Friganza, che si era fermamente opposta al mestiere di attrice della figlia, tanto da denunciarla al tribunale di Cleveland che, però crede alla sue motivazioni e alla sua vocazione, e le dà via libera. Inizia con la  commedia musicale, ”La perla di Pechino”, nel 1989,   prosegue con  altre commedie musicali fino al 1906, quando passa al vaudeville; nel  23 comincia anche la sua carriera di attrice cinematografica.  Notevole il suo impegno politico per la concessione del voto alle donne e la sua partecipazione al movimento delle “suffraggette”. Si ritira dalle scene negli anni ’40. Proprio nel 1929, l’anno dello spettacolo con Jimmy, Trixie realizzò un cortometraggio sonoro per la Warner Bros che contiene verosimilmente alcuni dei numeri presentati in quella rivista musicale e che rende l’idea dei suoi spettacoli nel mondo del vaudeville

Qui ne possiamo apprezzarne la calorosa simpatia e la raffinata ironia.

Dall’esame del programma Jimmy e Trixie sono in scema insieme, a  pagina 12 dell’almanacco, nel già citato numeroI may be wrong (but I think you’re wonderful)”

Potrei sbagliarmi ma penso che tu sia meraviglioso

Potrei sbagliarmi, ma penso che tu sia eccezionale

Mi piace il tuo stile, penso che sia meraviglioso

Sbaglio sempre, quindi come posso dirlo?

Questo motivo, molto popolare,  ha avuto numerosi interpreti: Dorys Day, che ne ha fatto il suo cavallo di battaglia, Judy Garland, Kate Smith, Dina Shore e, al maschile,  Nat King Cole, Tony Bennet, Bing Crosby  e alcuni  grandi del mondo del jazz come  i Mills Brothers  con  la  Count Basie Orchestra.

Jimmy e Trixie  chiudono anche  insieme il primo atto, a pagina 19, con “The New Yorker”, in cui Trixie è una giornalista del New Yorker, una rivista statunitense, nata qualche anno prima, ricca di   reportage, sociali e politici, intenta ad intervistare un contrabbandiere, appunto Jimmy.

A pagina 4,  Jimmy è da solo in scena e si esibisce, come era solito fare, in pantomima, cantando e mimando il brano musicale “In the Village by the Sea”, inciso, qualche anno prima, con tecnologia Edison Gold.

In un piccolo villaggio sul mare è arrivata una gioventù un giorno d’estate solo per trascorrere una breve vacanza – tutto qui!….

nel villaggio vicino al mare, era felice come poteva esserlo- come un uccello,  il suo cuore era sempre leggero e libero……

Ora la luna non sembra così luminosa perché stasera è tutta sola

Qui si può ascoltare la versione cantata dall’autore, che pubblicizza le tecnologie  della Edison, utilizzate, all’epoca, per la diffusione e l’ascolto della musica.

Scheda tecnica su  Murray Anderson Almanac

Titolo: Murray Anderson Almanac
Teatro:   Erlanger’s Theatre
Data apertura:  14  agosto  1929
Data chiusura: 12 ottobre  1929
Repliche: 64
Genere: Rivista musicale
Direzione: John Murray Anderson, William Holbrook and Harry Ruskin
Composizioni musicali: Richard Rodgers  e Lorenz Hart
Direttore d’orchestra:   Harry S. Levant
Coreografie: George Balanchine
Principali protagonisti: Jimmy Savo, Trixie Friganza, Roy Atwell, Eleanor Shaler

 

E’ possibile consultare una scheda tecnica sul musical, approntata da IBDB (Internet Broadway Database), il sito della “The Broadway League” che raccoglie informazioni sugli spettacoli di Broadway a partire dal ‘700, e quella approntata da Playbill.