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Scheda tecnica di “Merry go round of 1938”

La trama

Siamo nel 1918, la trapezista “Dainty Doris”, dopo unna rovinosa caduta, morente, chiede ai suoi amici del vaudeville, Bert, Billy, Jimmy e Mischa,  “The Grand Street Comedy Four”, di prendersi cura della figlioletta Sally. I quattro uomini, così, diventano padri affettuosi e premurosi al punto di perdere il  “contratto  di una vita”  quando vengono tutti contagiati da Sally e contraggono la parotite.

 

Nel 1937, 19 anni dopo,  Sally è  diventata una brava attrice,  si esibisce assieme ai  suoi padri adottivi e si innamora di un affascinante e ricco avvocato, Tony Townsend.

I comici fingono di aver ricevuto un contratto cinematografico a Hollywood, così che Sally non si senta in colpa se li abbandona  per sposare Tony. Più tardi, grazie ad un vero contratto cinematografico vanno a Hollywood, mentre Sally va in Wisconsin per  incontrare la zia di Tony, Hortense.

Ma Hortense si rifiuta di acconsentire al matrimonio quando scopre che  Sally è  un’attricetta  di varietà. Sally per timore che Tony venga diseredato, si mette da parte, nonostante lui  voglia sposarla a tutti i costi; rimane in Wisconsin e lavora come cantante nel nightclub di Tony Apollon.  Bert, Billy, Jimmy e Mischa non appena vengono a conoscenza, dalla lettura di un giornale,  della rottura del fidanzamento decidono di recarsi in Wisconsin per aiutarla a superare le sue difficoltà.

Accertatisi  che Tony voglia  ancora sposarla, escogitano, all’insaputa di Sally, una strategia per convincere Hortense della onestà e della grandi dignità della ragazza, dando fondo a tutte le loro doti artistiche con travestimenti e spettacoli di arte varia,  fino ad un decisivo esperimento di lievitazione.  Billy travestito  da donna si finge una nobildonna britannica, Lady Gwendolyn Flintridge, per convince Hortense delle nobiltà d’animo e dell’altruismo di Sally.

 

Mischa, invece,  si traveste da” Swami”, un medium ispirato,  e assistito da Billy, dà voce ad un amore infantile perduto di Hortense, Hector.   Dopo  aver condotto una seduta spiritica durante la quale viene richiamato lo spirito di  Hector, che parla per bocca di Billy, Hortense decide  di  ospitare i due nella propria tenuta.

Una notte, Sally fa visita a Tony nella sua stanza , ma se ne va arrabbiata e delusa  quando vede dei vestiti di donna drappeggiati sopra un divano e non sa che i vestiti appartengono alla falsa  “Lady Gwendolyn”, e cioè ad uno dei suoi padri adottivi.

 

A questo punto la situazione precipita: Hortense è propensa ad accettare Sally ma Clarice, sua figlia e cugina di Tony, cerca di smaschera il falso medium, ma viene zittita quando Micha  ottiene finalmente un successo, il primo della sua vita,  riuscendo a far lievitare Bert, nei panni del falso Hector. A questo punto compare il vero Hector, in carne e ossa, che essendo un lottatore di wrestling sfida Bert in un incontro spietato e senza regole. Durante una festa di beneficenza tutti si esibiscono nei lori repertori fino al clou dato dall’incontro di lotta fra Bert ed Hector. Ancora una volta, grazie alla lievitazione, Misha aiuta Bert ad atterrare Hector e quindi, superati tutti gli ostacoli,  i due giovani possono  coronare  il loro sogno d’amore.

I vaudevillans riprendono il treno per tornare ad Hollywood , felici e sorridenti: “missione compiuta” la promessa fatta a mamma Dorys dai “The Grand Street Comedy Four” è stata onorata fino in fondo.

 

“Merry go round of 1938” è un film musicale della Universal Studios’, seconda la moda del tempo, al punto che la data nel titolo, oltre a prolungarne la vita cinematografica di un anno, essendo stato girato nel 1937,  lasciava aperta la possibilità che potesse avere dei “sequel” negli anni successivi, anche se ciò, poi, non si è avverato. Si è avverato invece per “Broadway Melody of 19xx” della MGM“The Big Broadcast of 19xx” della Paramount, “Gold Diggers of 19xx’ della Warners.

 

Ed in questo senso si giustifica la scelta del regista di ricorrere ad affermati attori provenienti dal vaudeville e da altri generi teatrali. Infatti ciascuno degli attori conserva il proprio nome e si esibisce in numeri simili a quelli presenti nei propri repertori. Oltre a Jimmy Savo, anche Berth Lahr proveniva dal vaudeville, dal burlesque e da Broadway. Famosa la sua partecipazione al film “Il Mago di Oz” in cui svolge il ruolo del “Leone Codardo” e del contadino Zeke. Billy House, era questo il suo nome d’arte nel vaudeville, dopo aver trascorso  quasi tutta la sua carriera  in teatro , si trasferì a Hollywood, dove girò diversi film con ruoli di caratterista. Misha Auer, invece, nasce a Pietroburgo, figlio di una talentuosa violinista russa e, dopo la morte della madre, raggiunge il nonno negli Stati Uniti, esule dopo la rivoluzione bolscevica del 17. Lavora unicamente  in ruoli cinematografici e televisivi, prima in ruoli drammatici e poi esclusivamente comici.

 

Ha lavorato spesso in Italia: al cinema con Totò in “Che fine ha fatto Totò Baby?” e in alcuni varietà radiofonici con Carlo Campanini ed altri attori. Morì proprio a  Roma per un infarto, in occasione della messa in onda di questi spettacoli. Alice Brady, la zia Hortense, nella foto accanto in una immagine giovanile, nata a New York City nel 1892, era figlia di un noto produttore di Broadway, William A. Brady, cominciò col teatro ma passò subito al cinema, prima muto e poi al sonoro;. partecipa anche a film drammatici ed ottiene una nomination all’Oscar nel 1936 per il film “L’impareggiabile Godfrey” e poi l’Oscar come migliore attrice non protagonista, in un ruolo drammatico, nel 1938, in “L’incendio di Chicago”. Morì di cancro a New York City il 28 ottobre 1939: aveva solo 46 anni. La critica del tempo fu molto generosa con i protagonisti ed i loro numeri di spettacolo molto meno con il regista Irving Cummings che, a parere di un anonimo post sul sito della Amazon imdb (Internet Movie database) era riuscito a compromettere diverse carriere:

Il regista, Irving Cummings, un mediocre (C grade) che si è affannato a girare 76 film in 29 anni, rovinando film con comici del calibro di Groucho Marx, i Wiere Brothers e in questo, Lahr e Savo.  Cummings ha persino fatto sembrare Spencer Tracy cattivo, in due dei peggiori film di Tracy.

Frank Cullen, uno dei massimi esperti di vaudeville, autore di “Vaudeville, Old & New” e curatore di  “AVM” (American Vaudeville Museum”) così commenta:

I momenti d’oro sono forniti da due geni comici di Broadway  Bert Lahr, cantante in  concerti di burlesque con  “Song of the Woodman“, e Jimmy Savo, il pagliaccio degli elfi, che Charlie Chaplin ha definito il più grande pantomimista del suo tempo, che canta mentre tenta di trattenere il diluvio  in uno dei suoi numeri, “River Stay ‘Way from My Door“- In un altro momento del film, la coinvolgente “danza granchio” di Savo si riduce a pochi secondi nel film per far posto alla protagonista lady Joy Hodges che non aveva niente a che fare con un film (nè , del resto,  con  un  palco o con  qualsiasi altro tipo di spettacolo). La prestazione mortificante  di Hodges non è l’unico difetto fatale del film: c’è la sceneggiatura colpevole di  Monte Brice, Henry Myers e A. Dorian Otvos — così banale da chiedersi  se fosse destinata a essere una parodia. La regia di Irving Cummings (se davvero era sul set) non fa nulla per nascondere un copione povero, e le riprese (la cinematografia) di Joseph A. Valentine minano  la maggior parte dei momenti comici. Oltre a Joy Hodges, il cast include alcuni dei migliori comici di Hollywood: Alice Brady,Mischa Auer, Louise Fazenda, Richard Carle, Hattie McDaniel, Dave Apollon e James C. Morton. Ci sono tre ottimi motivi per vedere questo film: Jimmy Savo, Alice Brady e Bert Lahr. Alice Brady,  insieme ad un attore drammatico e ad un attore comico, trasforma i suoi dialoghi in divertenti arie d’opera. Bert Lahr, non sempre a suo agio nei film , come gli era capitato, invece,  nel  suo Leone Codardo nel “Mago di Oz“, mostra, comunque,  il suo stile teatrale che lo ha reso un  prediletto dei critici di Broadway. Jimmy Savo, un comico molto gentile, insolito, richiede di essere visto diverse volte da un pubblico moderno abituato a commedie dirompenti ed aggressive.. Guardare questi maestri è un must per i comici e i pagliacci in erba. Ma questo è un film difficile da collocare – Frank Cullen, American Vaudeville Museum e Vaudeville Times trimestrale (Giudizio: poche monete di bronzo per  questo Merry-Go-Round, ma due d’oro).

Probabilmente il giudizio di Cullen sulla protagonista femminile Joy Hodges  è eccessivamente severo dal momento che ha girato 80  film in 25 anni, tra cui “Seguendo la flotta”, nel ’36, con Fred Astaire, ed  è apparsa in diversi  spettacoli televisivi, in particolare in  alcune serie diventate famose, come quella di “Perry Mason”;   a Broadway ha recitato nel  revival di No, No, Nanette’. Godeva dell’amicizia e del rispetto di Ronald Regan che l’ha spesso invitata alla Casa bianca in occasione di  pranzi e cene di gala, organizzati in onore di ospiti stranieri.

Nota L’efficacia della interpretazione di River Stay ‘Way from My Door, ricca di pathos è tanto più evidente se si pensa ad una esperienza vissuta nella sua infanzia, così descritta in “I Bow to the Stones”:

Una notte d’inverno ci fu un grosso acquazzone e la cantina fu inondata. Stavamo tutti dormendo. Aveva piovuto
in continuazione dall’ora di cena. L’acqua salì all’altezza dei letti. Mio padre si svegliò e venne da me.
Le luci si spensero. Mi sollevò dal letto e mi portò fuori, con l’acqua che gli arrivava quasi alle ginocchia. Mia
madre seguiva, tenendo Lucy per mano. Andammo al piano di sopra e bussammo alla porta del cinese…

Qui sotto alcume locandine del film